Firenze+Verde e Nardella: Firenze città per l’economia circolare, plastic free e acquisti verdi

Il 21 maggio presso l’Istituto Lorenzo de’ Medici in via del Giglio, si è tenuto l’incontro all’insegna di un’economia circolare per Firenze, organizzato dalla lista Firenze + Verde con la partecipazione del candidato sindaco Dario Nardella e di virtuose e innovative imprese locali.

Ha aperto l’incontro Tommaso Franci, coordinatore di Firenze+Verde, dicendo che “questa lista è nata da cittadini sensibili e impegnati nelle tematiche ambientali, proprio con l’idea di poter dare continuità a molti progetti di sostenibilità in corso e crearne di nuovi, grazie ad un secondo mandato di Dario Nardella.” Ha presentato inoltre gli ospiti ricordando che “l’Economia Circolare non riguarda soltanto la gestione dei rifiuti, ma anche molti altri aspetti che hanno a che fare per esempio con i materiali utilizzati, i servizi, gli acquisti verdi, e quindi ognuno può fare la sua parte, cittadini, imprese e amministrazioni.”

Il primo esempio virtuoso è nato dalle mani di Giampietro Degli Innocenti, ceramista dell’associazione Arte della Ceramica, che ha presentato dei progetti di recupero di materiali di scarto della produzione ceramica, in particolare quello realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Ambientale dell’Università di Firenze, una studentessa dell’ITS di Faenza e lo Studio Ceramico Giusti di Pelago: “Ci siamo avvalsi di community internazionali per lo scambio di studi e sperimentazioni su nuovi metodi di lavorazione sostenibili, da cui è nato il progetto per il riutilizzo di scarti di smalti – per lo più inquinanti e il cui trattamento sarebbe molto costoso – combinati con argille riciclate per farne un nuovo materiale, partendo da un metodo già sperimentato nell’Università dell’Oregon.” Hanno realizzato un’installazione esposta a Montelupo, con l’utilizzo di 500 kg di materiali recuperati e abbiamo fatto una pubblicazione che possa servire da guida per altre imprese. Fra le loro attività in via di realizzazione ci sono la creazione di artefatti per arredi pubblici, una rete per la condivisione di materiali di scarto fra artigiani e la collaborazione con le scuole per condividere e insegnare buone pratiche.

Sergio Gatteschi, candidato di Firenze+Verde, ha portato come esempio l’azienda di accessori moda Bisbag: “è un principio semplice ma rivoluzionario. I grandi marchi di moda che utilizzano la pelle, hanno enormi quantità di scarti, il cui smaltimento ha alti costi, ambientali e economici. Bisbag utilizza questi scarti di aziende locali, che sono di alta qualità, per la produzione di accessori di moda, in particolare di borse. L’invito all’amministrazione e alle imprese è quello di tessere più collaborazioni virtuose per diffondere queste pratiche a vari settori produttivi, per ottenere riduzione di rifiuti, ampliamento di attività artigianali sul territorio, formazione, e sviluppo etico e ambientale.

Un’altra impresa giovane e degna di attenzioni è quella dell’agronomo Antonio Di Giovanni, fondatore di Funghi Espresso, il cui motto le rende merito: “dove le idee crescono come funghi“. Grazie a studi e sperimentazioni con la collaborazione dell’Istituto Tecnico Agrario di Firenze, è nato il progetto, che, spiega Di Giovanni, “abbiamo definito “agricoltura circolare”: coltiviamo i funghi dai fondi di caffè. Solo a Firenze si producono ogni anno 500 tonnellate di fondi di caffè, che è un substrato perfetto per coltivare i funghi, perché contiene minerali e sostanze nutritive.” Raccolgono il caffè dai bar e coltivano negli spazi dell’Istituto Tecnico Agrario e producono anche kit per la coltivazione domestica. Ma non finisce qui, dopo i funghi arrivano i lombrichi.. Si tratta di un nuovo progetto che è stato presentato in anteprima: il “container farm” da mettere in città. Con gli scarti delle coltivazioni viene alimentato il lombicompostaggio, i lombrichi diventano cibo per i pesci in una vasca, e l’acqua dei pesci va a nutrire la coltivazione idroponica, in cui crescono ortaggi e fiori. “Il progetto è pronto, abbiamo un’area didattica, educativa e di produzione, in un container di seconda mano. Adesso abbiamo bisogno di un luogo per poterlo realizzare” è l’appello di Di Giovanni.

Giovan Battista Varoli, di Fondazione Ecosistemi, ha parlato dell’attività, svolta dal 1998, di consulenza e supporto per le amministrazioni pubbliche “per effettuare acquisti verdi in modo accorto e strutturale e non occasionale” ha affermato, sottolineando che “gli acquisti verdi sono un’occasione importante, un volano di esempio per i privati e per innescare un circolo virtuoso”, facendo anche presente che “l’ammontare complessivo degli appalti pubblici in Italia è stato di 137,2 mld di Euro nel 2017 – secondo la Relazione Annuale ANAC 2018 – “. Ha spiegato che per gli obiettivi di sostenibilità ambientale un importante riferimento sono i CAM (Criteri Ambientali Minimi), per ogni settore merceologico, e ha invitato le amministrazioni pubbliche ad una maggiore partecipazione ai tavoli del Ministero che li elaborano poiché “sono uno strumento di grande importanza a livello strategico e concreto, una grande opportunità”.

Il candidato di Firenze+Verde Piero Capodieci ha sottolineato l’importanza dell’economia circolare affermando che “tutti sappiamo che la popolazione mondiale ha una crescita esponenziale. E un grosso problema è quello dell’attuale corsa al consumo dei materiali, che con questo andamento può raddoppiare in 35 anni. Ma la terra è un sistema chiuso, come un’astronave e non ha risorse illimitate. Ci viene spesso chiesto di consumare per far crescere l’economia, ma il PIL non è un indice di benessere. Ci sono infatti tentativi di sostituirlo con altri come il BES (benessere equo e sostenibile).” E ha illustrato proposte o pratiche circolari come la differenziazione del PIL dato da risorse sostenibili da quello dato da risorse non sostenibili, energie rinnovabili e materia biobased, rigenerazioni piuttosto che nuovi acquisti, sharing economy, progettazione che permetta il disassemblaggio e la sostituzione di parti. Ha concluso invitando “gli attori principali, che sono le imprese e i cittadini, a modificare la modalità di soddisfazione dei bisogni” e a guardare alle numerose buone pratiche attivate nel mondo: “solo gli stupidi non copiano, prendiamo esempio!” e ha invitato anche le amministrazioni ad effettuare queste ricerche per calarle sulle proprie necessità.

Ha concluso l’incontro il candidato sindaco Dario Nardella, dicendo: “quello di Firenze + Verde è l’ambientalismo che mi piace, innovativo, propositivo e non manicheo. L’iniziativa di oggi è stata l’occasione di ascoltare diverse esperienze di economia circolare che testimoniano come Firenze sia ormai pronta a raccogliere la sfida verde per il suo futuro. Per questo il nostro programma contiene obiettivi importanti, cura del ferro, cura “da cavallo” per dimezzare il traffico veicolare, scudo verde contro i mezzi inquinanti, Firenze plastic free, incentivi per sostituire vecchie caldaie”.

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