Cohousing e autorecupero per la salvaguardia del Patrimonio Pubblico

Arch. Anna Guerzoni

Rischiamo di dover definire l’attuale società come la società della solitudine.

Un alto numero di nuclei abitativi è formato da un solo componente ( a Firenze quasi il 50%). L’innalzamento dell’età anagrafica fa sì che in buona parte questi cittadini siano sopra i 65 anni. L’occupazione saltuaria e precaria dei giovani, la crisi economica in genere, non permettono una vita di sane relazioni.

Nel contempo permane l’emergenza abitativa. Troppi ancora vivono in questa precarietà, o, anche se proprietari, non sanno come affrontare mutui o bollette.

Reperire gli edifici inutilizzati tra le proprietà pubbliche e il loro recupero da parte di chi ha bisogno di una casa è una strada che è possibile percorrere.

Se la scarsità dei fondi dell’Amministrazione Pubblica costringe ad abbandonare gli immobili pubblici, potranno essere i cittadini che recupereranno i fabbricati inabitabili e potranno poi avere in affitto i nuovi appartamenti che resteranno un bene collettivo. Il canone d’affitto sarà bassissimo o a costo zero per tantissimi anni avendo investito il valore del proprio lavoro.

Il Patrimonio Pubblico, collettivo non andrà perduto ed i cittadini autocostruttori ne godranno l’uso.

Perché le nuove abitazioni non siano condomìni di solitudini ma luoghi di rapporti si potranno realizzare degli spazi interni alla casa che siano da condividere, che siano per tutti (il “cohousing”): per passare le serate, per incontrarsi, per avere una cucina in comune, ma anche avere attività rivolte alla città. E l’incontro potrà essere fra tutte le generazioni, in collaborazioni reciproche.

Nel quartiere dell’Isolotto esiste già un’esperienza di questo tipo: in via delle Torri sta per concludersi il recupero della vecchia colonica di proprietà del Comune di Firenze che per tantissimi anni era rimasta abbandonata. I futuri inquilini lavorano da due anni nel fine settimana e stanno portando a compimento il recupero di 8 appartamenti. Al termine avranno gli appartamenti in affitto per 30 anni a costo zero. L’ottavo appartamento sarà collettivo e a servizio del quartiere. Il progetto è dell’Associazione “Autorecupero Cohousing Le Torri” e nel suo percorso ha già promosso incontri, feste e eventi culturali.