INFRASTRUTTURE PER LA QUALITÀ DELL’AMBIENTE NELL’AREA FIORENTINA

Firenze, 12 marzo 2019

Negli ultimi anni si è rafforzata la percezione totalmente illogica che sia preferibile non realizzare una infrastrutture per evitare che si concretizzino aspetti negativi ambientalmente o sotto il profilo della correttezza amministrativa.
Il problema è che senza infrastrutture non c’è crescita economica, né tantomeno sviluppo sostenibile. Un report un po’ datato di Confcommercio rivela che dal 2002 al 2012 il deficit infrastrutturale dell’Italia ci è costato almeno 24 miliardi di euro. In sostanza questo vuol dire che l’immobilismo non paga anzi è un costo occulto di cui evidentemente non ci si rende conto.

Anche nell’area fiorentina la percezione negativa connessa alle dinamiche di conflitto che si sviluppano nei processi decisionali e di realizzazione di ogni singolo intervento sembra sovrastare l’oggettiva urgenza di realizzare alcune infrastrutture essenziali per uno sviluppo sostenibile dell’area fiorentina.

Prevalgono troppo spesso, sia nella rappresentazione dei mezzi di comunicazione che nell’atteggiamento dei decisori politici gli aspetti di conflitto e di prese di posizione ideologiche che tendono a far dimenticare come tali infrastrutture siano necessarie per migliorare la qualità dell’aria, la gestione dei rifiuti, la qualità delle acque il sistema della mobilità che determinano in definitiva, la qualità della vita nell’area fiorentina.

Naturalmente la realizzazione delle infrastrutture deve essere progettata e realizzata tenendo conto dei principi fondanti dello sviluppo sostenibile. Un’infrastruttura sostenibile non è soltanto un progetto che rispetta determinati parametri di tutela dell’ambiente, ma è qualcosa di più.
Il concetto di sostenibilità si declina in fatti in modi differenti e comprende anche gli aspetti sociali ed economici. In tema sociale, rispettare i diritti umani in fase di costruzione, proteggere gli interessi della collettività, realizzare opere che abbiano un impatto sugli stili di vita degli abitanti del territorio, sono tutti imperativi che un’infrastruttura sostenibile dovrebbe rispettare. Lo stesso accade sul versante economico, dove la sostenibilità di una grande opera rappresenta la sua capacità di favorire lo sviluppo e fare da volano alla ricchezza prodotta.

E’ ormai evidente che è necessario cambiare prospettiva, e collocarsi nell’ottica dello sviluppo sostenibile. Non più “tagliare per risparmiare”, ma “investire per far crescere”.
Le infrastrutture fanno da volano allo sviluppo. Uniscono le comunità e gli stati, ridisegnano la geografia e la società.

Per influenzare l’orientamento delle politiche verso gli obiettivi dello Sviluppo Sostenibile occorre concretizzare più ampie e concrete strategie verso la realizzazione di città inclusive e innovative, dotate di infrastrutture adeguate che fungano da moltiplicatori del capitale sociale.
E’ necessaria una mobilitazione da parte di forze ambientaliste, sociali ed economiche che sostenga una corretta informazione nei confronti della opinione pubblica per far comprendere la strategia complessiva collegata alla realizzazione delle infrastrutture essenziali per il futuro della vita dei cittadini, e che evidenzi il costo ed i rischi connessi nel consolidamento di una visione di un disastroso immobilismo ideologico.

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